Lo shiatsu è pericoloso? Fa male?

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L’istinto di esercitare pressione sulle parti che ci fanno male è del tutto naturale. È da qui che nasce lo shiatsu, tecnica di digitopressione in grado di riportare l’intero l’organismo al suo innato equilibrio. Sono sempre più in tanti a praticarla e ancor di più coloro che vorrebbero saggiarne la bontà su se stessi e sugli altri. Allora è lecito chiedersi: lo shiatsu è pericoloso? Fa male? La risposta la danno i risultati registrati da coloro che in tutto il mondo hanno sperimentato questa pratica sulla loro pelle.

Lo shiatsu è pericoloso?

Ci siamo mai chiesti perché quando abbiamo mal di testa venga spontaneo mettere le mani sulla fronte o sulle tempie ed esercitare una piccola pressione? La stessa cosa avviene quando avvertiamo dei disagi nelle zone lombari. Se lo shiatsu è pericoloso ce lo dice proprio questa abitudine. Si tratta di reazioni del tutto naturali che facciamo quando siamo di fronte ad un disturbo, proprio per calmare il dolore.

Sono proprio questi comportamenti naturali che sono all’origine dello shiatsu, una pratica tutta naturale che viene eseguita da professionisti del massaggio per lenire i diversi disturbi. Letteralmente il termine shiatsu significa “pressione” (atsu), pressione esercitata con le dita, con le mani, con i gomiti ed anche con ginocchia su particolari punti e che permette di riequilibrare l’energia lungo gli stessi meridiani. Ha origini molto antiche, le stesse che sono state alla base della medicina cinese e giapponese già a partire dal 200 a.C.

Ciononostante lo sviluppo di questa pratica è relativamente recente, visto che la sua diffusione ha avuto luogo nel secolo scorso, proprio quando in altri paesi cominciavano a nascere pratiche di riflessologia, di osteopatia e di chiropratica.  Lo shiatsu è pericoloso? No, non lo è se eseguito correttamente.

Questa pratica infatti, oltre che cercare di lenire un problema fisico, come tutte le tecniche orientali cerca anche di riportare ad una condizione di equilibrio l’organismo che, per le più svariate ragioni, versi in una condizione di carenze di energia. Con la sua manualità, lavorando tutto il corpo in maniera integrale su punti particolari, con pressioni, allungamenti e distensioni, va a ripristinare i canali energetici interni a livello globale. Il principio che ne è alla base è che, nella grande maggioranza dei casi, la zona del corpo in cui si irradia un fastidio non coincide esattamente con quella che è l’origine del problema.

Si tratta, spesso, di disturbi provocati dalla somatizzazione di varie emozioni e, in altre circostanze, di contrazioni interne profonde, che tendono ad accorciare i muscoli. Ebbene, lo shiatsu è pericoloso quando ad esso si ricorre in presenza di patologie gravi, con l’intento di sanarle. È il caso, ad esempio, di un trattamento eseguito su un corpo che riporta lesioni, ferite o ustioni, o, ancora, è il caso di un organismo affetto da problemi di salute gravi che certamente richiedono l’intervento della medicina, quindi di cure farmacologiche ad hoc.

Lo shiatsu fa male?

Altro interrogativo che moltissimi si pongono, poi, è il seguente: lo shiatsu fa male? Ebbene, se eseguito in modo corretto e con le dovute conoscenze non fa male. È necessario sapere come funziona, quali sono i punti precisi che vanno trattati, quali sono le modalità con le quali eseguire questo trattamento, quando praticarlo e quando evitare invece di eseguirlo, è opportuno conoscere i vantaggi che ne derivano.

Non tutti sanno, ad esempio, che, ferma restando l’esistenza del principio base, che è quello del ripristino dell’energia, sono infatti diverse le modalità di shiatsu. Abbiamo da una parte lo shiatsu giapponese che prevede di esercitare una pressione con il pollice, più forte o più delicata, su una linea di punti ben precisi.

C’è poi lo shiatsu zen, una pratica questa più dinamica rispetto alla precedente e che utilizza tutta una serie di manovre maggiori, allungamenti, mobilitazioni, pressioni esercitate con l’intero palmo della mano, con l’avambraccio o, ancora, con lo stesso ginocchio del professionista che pratica il massaggio al paziente.

Se lo shiatsu fa male è quindi solo e quando praticato quando non se ne conoscono regole e principi che lo governano. Lo shiatsu, di per sé, offre molti benefici alla persona. Alcuni di coloro che non hanno mai praticato questo massaggio pensano che trattandosi di pressioni e manualità possa causare dolore, o addirittura che possa fare male.

Praticato correttamente da un esperto e qualificato operatore shiatsu, il massaggio, lo ribadiamo, non è affatto doloroso, anzi, è esattamente il contrario: il trattamento in questione nasce proprio con l’intento di sciogliere il dolore e le tensioni. Calibrando correttamente la pressione su ogni singolo punto, si ottiene, piuttosto, una sensazione piacevole e liberatoria.

Lo shiatsu è pericoloso? Fa male? No, piuttosto rappresenta, di per sé, una bella esperienza che permette di ottenere benefici notevoli alla persona, una maggiore vitalità, più benessere generale, una sensazione di leggerezza e di equilibrio e, sotto l’aspetto psicologico maggiore lucidità ed una maggiore concentrazione.

È adatto a tutti, senza nessuna controindicazione e può rappresentare un valido supporto a qualunque età. È completamente naturale, un vero toccasana che consente di alleviare dalla tensione che è alla base di tensioni muscolari, dolori cervicali, mal di schiena, sciatalgia e tanti altri problemi che sono spesso i più comuni tra le persone.

Si tratta, ancora e più profondamente, di un modo di entrare in ascolto con se stessi, di considerare la persona in tutta la sua totalità. Affinchè tutto ciò abbia però luogo, è però necessario che questa disciplina sia praticata in diverse sessioni, fino a quando si sprigiona tutta l’energia. In ogni caso già dalle prime sessioni si cominciano ad intravvedere i primi benefici, un po’ come l’agopuntura con la differenza che però in questo caso non si utilizzano aghi e tutto ha luogo in modo del tutto naturale, mobilitando tutta l’energia frenata nell’organismo.

Lo shiatsu è dannoso? No, ci sentiamo in conclusione di negarlo con determinazione. Ma, come abbiamo chiarito, ciò ad una condizione: che sia praticato con tutto il bagaglio di conoscenze necessarie, in quanto non è assolutamente possibile improvvisare.


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